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Sposi connessi, il fenomeno social wedding

Negli ultimi dieci anni il mondo del matrimonio ha subito una vera e propria rivoluzione.

Con il sopravvento dell’epoca digitale siamo tutti connessi 24 ore su 24, sposi compresi. Le spose in particolare sono diventate delle esperte digitali: reperiscono le informazioni in maniera autonoma su ogni tipo di servizio connesso al matrimonio, scovano recensioni sui fornitori, si scambiano opinioni con altre spose sui blog, sui social e sui portali dedicati al matrimonio e, sempre su questi canali, gli sposi tendono a raccontare i momenti e i dettagli relativi ai preparativi del matrimonio per arrivare poi alla cronaca live del grande giorno.

Tra i dati che emergono da una ricerca effettuata da Martha’s Cottage (sito di e-shopping dedicato al matrimonio), otto sposi su dieci utilizzano il web per organizzare le proprie nozze, con una crescita graduale che si registra ogni anno. Il 90% dei neosposi di tutta Italia ama condividere con amici e conoscenti i momenti più emozionanti del proprio wedding day utilizzando i social network. In particolare Facebook si conferma il social network preferito in quanto ben il 63% degli sposi lo ha utilizzato nel 2018. Questo dato ha però subito una flessione rispetto all’anno scorso, quando era stato scelto dall’84% delle coppie. Si registra invece un aumento rispetto ai dati dell’anno scorso sull’utilizzo delle Instastories che è passato dal 15% al 50% delle coppie intervistate.

Andando per ordine. Perché si parla di social wedding oggi? Voglio percorre con voi quello che io definisco il Bridal Jounery, ovvero il viaggio della sposa, la rotta che ciascuna sposa affronta e durante la quale interagisce direttamente e indirettamente con un brand.

Fase di raccolta delle idee

Tra tutti i social network, Pinterest, fondato nel 2010, sembra essere uno tra i preferiti per un pubblico principalmente femminile in questa fase. A livello estetico e concettuale, Pinterest riprende l’idea di appuntare i contenuti da non perdere, come su una lavagna. La piattaforma permette infatti di creare lavagne virtuali tematiche su numerosi argomenti: moda, bellezza, film, luoghi da visitare e anche matrimonio.

Fase di ricerca del fornitore e raccolta opinioni

Nel proprio percorso verso l’acquisto la sposa effettua la ricerca dei fornitori ai quali affidare il proprio matrimonio. Gira voce tra i consulenti marketing che la sposa di oggi ha un amico fedele che non molla per nessuno motivo al mondo: il motore di ricerca, Google, l’unico in grado di rispondere ad ogni sua richiesta anche complessa. Neppure il suo futuro marito potrà reggere in confronto quanto a risposte valide. La sposa cerca una location per eventi a Roma e Google gli fornisce immediatamente delle risposte.

Subito dopo Google c’è Facebook, a cui la sposa demanda lo screening delle ultime attività del fornitore: quali sono i suoi ultimi lavori, come parla alle spose, qual è il suo approccio. Qui la sposa comincia a instaurare le prime relazioni con il professionista. Sempre tramite Facebook reperisce opinioni dalle altre spose leggendo recensioni e chiacchierando sui gruppi dedicati all’organizzazione dei matrimonio.

Creazione del legame con il fornitore/professionista

Dopo aver cercato, scremato e selezionato i suoi fornitori di preferenza la sposa comincia a seguirne le loro attività su Instagram. Qui osserva, prende spunti sui lavori, segue le instastories dei backstage, si appassiona al professionista e a ciò che racconta e, avvicinandosi sempre di più a esso, forse lo sceglierà per realizzare il suo sogno.

Il reportage dell’organizzazione

Contestualmente la sposa utilizzerà Instagram non solo per scrutare ma anche per condividere la propria vita. L’introduzione della funzione Stories su Instagram ha contribuito ad aumentare di 7-10 minuti la quantità di tempo che un utente medio spende al giorno su Instagram. Con le instagram stories la sposa digitale condivide i momenti della sua quotidianità e quindi anche gli step organizzativi del suo matrimonio coinvolgendo i propri followers raccontando, chiedendo opinioni e suggerimenti su qualsiasi cosa e, parallelamente, dando più o meno visibilità a brand e professionisti del matrimonio.

Il social wedding day

L’esempio da manuale del matrimonio social l’abbiamo appena visto con il wedding day di Chiara Ferragni e Fedez: evento che ha visto coinvolto più di 30 mila autori unici su tutto il web per un totale di 117 mila post con #TheFerragnez in soli 3 giorni (dal 30 agosto al 2 settembre). Sulla falsariga della coppia più seguita del momento, sono molti gli sposi che scelgono di raccontare il proprio evento sui canali digitali. Insomma sono finiti i tempi in cui ci si affacciava dalle finestre e dai balconi per spiare la sposa che sfilava per le vie del paese e commentarne la scelta dell’abito o l’acconciatura, spettegolare sugli invitati o sulla scelta della location.

Ora grazie ai social network, il proprio Wedding day non è più un evento privato, se lo si vuole.

In occasione di questa meravigliosa opportunità offertami da Zankyou, mi permetto di suggerire le 5 regole per realizzare un social wedding all’altezza dei #TheFerragnez

1. Creare un hashtag esclusivo, mai usato prima

  • Attenzione a non banalizzare con il semplice #nomesposo+nomesposa+wedding perché è facile che nel mondo esistano altre coppie che portino gli stessi nomi.
  • Create un hashtag inusuale che possa connotare la coppia per piccoli dettagli della loro storia proprio come hanno fatto Chiara e Federico usando l’hashtag #TheFerragnez
  • Per vericare se l’hashtag esiste già basta fare una ricerca per hashtag su Instagram e sarà Instagram stesso a dire quanti post per quell’hashtag sono mai stati realizzati.

2. Usare l’hashtag sin dal Save The Date e comunicarlo a parenti ad amici perché lo usino sin da subito.

3. Se è vero che repetita iuvant consiglio di inserire l’hashtag nella partecipazione, in un cartoncino a parte, riportarlo durante il wedding day nell’angolo photobooth e su tutta l’immagine coordinata del matrimonio affinché ogni invitato ne sia a conoscenza e lo usi per ogni foto condivisa.

4. Ok il social wedding, ma se nei paraggi c’è un fotografo professionista, pagato per fare un reportage fotografico “vecchio stampo”, evitate di muovervi nel suo raggio d’azione mentre fate la vostra foto social:

  • Eviterete di essere odiati e linciati
  • Consentirete agli sposi di avere delle foto rovinate da presenze scomode come una mano con un telefonino sulla faccia degli sposi durante il bacio all’uscita dalla chiesa.

5. Assumere una Social Media Wedding Concierge!

  • Questa figura coniata dalla catena WHotels di New York già qualche anno fa, ha il compito di costruire una struttura social intorno all’evento che non si limita al giorno della cerimonia perché documenterà, eventualmente, il dietro le quinte del matrimonio: dalla scelta dell’abito da sposa alla creazione di una gallery della luna di miele su Pinterest.
  • Questa professionalità è quotata in America per ben 3000 dollari e ad oggi in Italia non esiste. In un paese in cui la figura della wedding planner fa ancora fatica ad essere metabolizzata, potrebbe essere per queste ultime una buona idea quella di inserire il servizio di Social Media Wedding Concierge come servizio opzionale o, addirittura, elemento di differenziazione rispetto alle proprie competitors.
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