I FALSI MITI DEL DESTINATION WEDDING | Daruma for Wedding | Agenzia Marketing
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I FALSI MITI DEL DESTINATION WEDDING

Si parla sempre e solo di 380 milioni di euro di indotto e di trend turistici in crescita; ma questi dati, orientativi e risalenti al 2015, come possono fondare oggi le scelte dei professionisti del matrimonio che voglio entrare nel destination wedding?

Il Centro Studi Turistici di Firenze tre anni fa comunicava questi numeri illuminandoci su quanto il turismo dei matrimoni degli stranieri verso l’ Italia rappresentava un’opportunità per entrare nel destination wedding mondiale. Oggi, dopo che questi due dati sono andati sulla bocca di tutti diciamo che è il caso si superare queste poche informazioni ed arricchirle con analisi di mercato più approfondite, che ci diano la possibilità di comprendere le dinamiche di questo mercato e di fare delle valutazioni, in scala microenonomica, sulla convenienza circa l’ aprirsi uno spiraglio nel settore oppure no.

E già, perché nonostante il trend positivo e l’argomento di moda, il destination wedding non è per tutti.

Ci dispiace per la notizia data così, nuda e cruda, ma forse potrà sollevare tutti quei professionisti che si stanno da tempo crogiolando su come raggiungere questi benedetti sposi stranieri, per organizzare uno di quei matrimoni che hanno fatto tanto sognare, i pugliesi ad esempio, come quello di Jake Stein e Isabel Roth e Sutton-Cohen

Questo mercato è insito infatti di concetti, preconcetti e informazioni, spesso fuorvianti rispetto alla realtà. Molte informazioni sono infatti date come bibliche ma sono basate sulla sola esperienza personale che, ancorchè apprezzabile non può essere considerata verità assoluta.

Nel marketing ad esempio, settore nel quale ci sporchiamo le mani da un più di un paio di lustri, i case history fanno scuola ma vanno sempre esaminati e valutati nel loro contesto.  Ma vediamo cosa si racconta nel mondo del destination wedding in Italy.

LUOGHI COMUNI DA SFATARE SUL DESTINATION WEDDING CON UN’ANALISI EMPIRICA DEI TREND. 

  • Centro di attenzione del destination wedding sono le wedding planner. NON ESATTAMENTE.

Le wedding planner, per la caratteristica intrinseca della loro professione, rappresentano senz’altro un centro di interesse ma esse non sono assolutamente il solo canale da cui passano tutti gli stranieri che vogliono sposarsi in Italia. I trend di ricerca, infatti, ci confermano che la figura professionale è molto cercata, ma i numeri per paese di provenienza, non sono così rilevanti da lasciarci pensare che siano le wedding planner il ponte assoluto tra gli stranieri che vogliono convolare a nozze fuori dal proprio paese e l’Italia.

  • Entrare nel destination wedding significa fare i matrimoni milionari.  NON PROPRIO. 

Volendo fare una grossolana divisione tra le categorie di sposi stranieri che scelgono l’Italia, dovete sapere che esiste un cospicuo numero di coppie, la maggior parte diremo, che scelgono il bel paese per risparmiare. Solo un numero irrisorio della totalità degli sposi che vogliono l’Italia, scelgono il nostro paese per tutte le sue costose eccellenze: dai professionisti al cibo, dalle location da sogno alle esperienze irripetibili che portano la firma del lusso made in Italy. Ovviamente i matrimoni di cui si parla sono solo quest’ultimi ma, malgrado il convincimento di molti, essi rappresentano solo un’esiguità e in quanto tale privilegio di certi professionisti del matrimonio che hanno scelto l’eccellenza e quel target di clienti, sia italiani che esteri. Nulla è per caso, insomma.

  • Gli stranieri che vogliono sposarsi in Italia voglio solo il pacchetto. ANCHE NO.

L’offerta “pacchettizzata” va da sempre a braccetto con un target medio-basso. Questo significa che optare per una scelta del genere va bene fin tanto che vi sia coerenza tra il prodotto e il target al quale vogliamo rivolgerci. Sicuramente i numeri ci dicono che i volumi di ricerca sul “pacchetto destination wedding” (questo termine ci fa sempre uno strano effetto) sono relativamente cospicui ma, andando nel dettaglio e volendo definire in maniera concreta l’offerta, il rischio che si corre è quello delle grandi guerre tra i poveri: tutto si gioca sul prezzo di un’offerta vaga il cui utente (neppure lui definito) non sta cercando la qualità. Al che la domanda nasce spontanea: se sei un professionista del matrimonio che in Italia si è scavato la sua nicchia perché gettarsi in un mercato in maniera casuale, solo perché in giro si dice che “il segreto del destination wedding è fare i pacchetti”?! Trust me, you don’t care (lol).

  • Pensare al destination wedding come un unico mercato. ERRORE.

Dire di voler lavorare nel destination wedding è come dire genericamente voglio fare business. Chi sei? Cosa offri? A chi vuoi offrirlo? E quanti soldi da investire hai per raggiungere il tuo obiettivo? Gli stranieri che voglio l’Italia come luogo in cui convolare a nozze hanno diverse provenienze: questo significa lingua e culture diverse e quindi esigenze diverse. Pensate di potervi rivolgere ad un cinese, ad un inglese o ad un indiano nella stessa maniera? Pensate di poter raggiungere un russo e un americano nella stesso modo? Per entrare nel destination wedding è necessario avere dei punti di partenza, degli obiettivi precisi, una strategia ed un budget da investire.

Potremmo approfondire ulteriormente miti e falsi miti del destination wedding ma, come ogni settore economico e possibilità di business, la prima strada per conoscere, capire e, successivamente, scegliere la migliore strategia per entrare in un mercato è quello della formazione con esperti che, prima di tutti, ne hanno studiato e capito le dinamiche.

Impossibile, quindi, non apprezzare e consigliare a chi vuole affacciarsi a questo mercato, il prossimo Corso di Destination Wedding Planning di Elisa Mocci in programma a Milano dal 7 al 10 febbraio. Si tratta di un percorso imprescindibile per i professionisti che già lavorano nel settore del wedding ma che desiderano portare la propria formazione ad un livello di eccellenza per entrare nel mercato del destination wedding con consapevolezza e le giuste conoscenze.

Per saperne di più ed essere aggiornati sul corso potete seguitre anche la pagina Facebook dell’evento.

 

 

 

 

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